Coralie Fargeat: dietro un suono così delicato si nasconde una regista di grande personalità. Ricorderemo questa cineasta parigina infatti come la prima donna a girare un “Rape and Revenge movie”, genere controverso (letteralmente “stupro e vendetta”) finora solo appannaggio di registi uomini: tra questi Wes Craven, Meir Zarchi o l’italiano Ruggero Deodato.

 

Revenge, il primo lungometraggio di Coralie Fargeat, è un’opera di grande impatto visivo ed emotivo. Racconta la vicenda di Jen (grande prova di Matilda Lutz) giovane ragazza che, invitata ad una battuta di caccia nel deserto dal suo amante, si ritroverà vittima di uno stupro. Dopo il trauma, la sua vendetta si tingerà di sangue, proprio come nei canoni del “Rape and Revenge”.

Nata quarant’anni fa, a Parigi, Coralie Fargeat, si è formata a La Femis, la scuola nazionale di Cinema francese che ha visto tra i suoi banchi grandi autori: tra questi. maestri come Theo Angelopoulos, Costa-Gavras e Jean-Jacques Annaud. Dopo varie esperienze in tv e un cortometraggio in costume pluripremiato a vari festival, Le télégramme, Coralie Fargeat esordisce col lungometraggio: Revenge.

La sua è una regia al contempo asciutta e surreale ma con una grande padronanza dell’immagine in chiave emotiva e un montaggio serrato. Tra pulp, thriller e action, la Fargeat non fa sconti a nessuno e racconta una grande metafora esistenziale.

“Questa pellicola – spiega la stessa Fargeat – simboleggia il modo degradante in cui le donne vengono rappresentate nei film: troppo spesso viste come un oggetto sessuale, spogliate e umiliate. Il film, inizialmente, gioca proprio con questa rappresentazione enfatizzandola al massimo così da sovvertirla brutalmente. La protagonista, in questo modo, diviene la figura forte del film, un supereroe donna, nonché la forza trainante dell’azione.”

Ma in Revenge il piano femminile si allarga dentro e fuori dal film. Difatti la Fargeat, divenendo la prima regista a girare un film dal genere così crudo, compie un atto importante per il cinema. Nel segno di registi come Lynch, Cronenberg, Glazer, Tarantino e altri. Si riappropria di questi codici e li fa suoi: “Fino ad oggi, questo tipo di cinema è stato appannaggio quasi esclusivo degli uomini. Revenge è la mia visione di regista donna di questo genere. Voler esplorare il cinema di genere non è né una presa di posizione né una dichiarazione. Questo è semplicemente il mio film. Il tipo di film che ha nutrito e costruito la mia vita di appassionata cinefila, e poi di cineasta. In esso vedo la potenzialità del potere evocativo, delle sensazioni, delle paure e dei timori. Questo film ha una dimensione profondamente simbolica che passa attraverso un mezzo altamente simbolico, giocoso e sensoriale.

Un’esperienza d’urto che potrete vivere al cinema dal 6 settembre quando arriverà in sala Revenge con Matilda Lutz, Kevin Janssens, Vincent Colombe e Guillaume Bouchède.