Non sempre, però. Capita che anche ciò che diamo per scontato possa sorprenderci con effetti speciali, meglio se horror. E così l’ambiente domestico può trasformarsi nella trappola perfetta adibita a giochi infernali.

Lo sanno bene i protagonisti di Babadook, dal 15 luglio nelle sale, per i quali lo spazio casalingo si tramuterà nel claustrofobico luogo della materializzazione dei propri incubi.

L’orrore in casa

Al cinema abbiamo imparato a diffidare dei lunghi corridoi dell’Overlock Hotel di Shining o a riconsiderare l’ambiente domestico come il luogo dell’elaborazione di un omicidio (Il delitto perfetto di Alfred Hitchcock).

horror ambientati in famiglia

Una scena di Shining, Stanley Kubrick 1980

Ancora, il cemento delle pareti potrebbe non bastare a proteggerci dall’infiltrazione del pericolo, che può giungere dall’esterno (Cane di paglia di Sam Peckinpah) o essere circoscritto nelle quattro mura, covare dal di dentro (The Others di Alejandro Amenabar).

E se le torture di Funny Games sono ascrivibili a un’idea della violenza come espressione di un sadismo che invade e squarcia la tranquillità del nido, a terrorizzarci nel profondo e a dialogare con il lato recondito dell’individuo sono i pericoli che nascono all’interno, dalle nostre inquietudini, dalle paure e dalle ansie, rendendo quell’ambiente casalingo la gabbia asfittica da cui non riusciamo a scappare.