Ispirato a fatti realmente accaduti negli anni Ottanta, Regression si costruisce sulle indagini portate avanti da un detective (interpretato da Ethan Hawke) circa  l’intricato caso di una giovane (Emma Watson), che accusa il padre di terribili abusi. Indagini che precipiteranno il detective – e lo spettatore – nei meandri più oscuri della mente e dell’animo umano.

Ritorno alle origini

Una pellicola che, come già accennato, dopo lo storica svolta rappresentata nel 2009 da Agora riporta il cineasta alle atmosfere più cupe, ovvero quelle che gli hanno consentito di entrare nel cuore degli appassionati di horror e thriller fin dai tempi del folgorante esordio Tesis, vincitore nel 1996 di sette premi Goya.

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Una scena di Tesis, horror d’esordio di Aménabar

Storia di una studentessa della Facoltà di Cinema di Madrid che finisce coinvolta nel mistero ruotante attorno ad una videocassetta contenente quello che sembrerebbe essere un vero e proprio snuff movie, il titolo che ha preceduto di un solo anno Apri gli occhi, giallo a sfondo psichiatrico che non solo ha provveduto a confermarlo in qualità di nuovo talento della Settima arte, ma ha ottenuto talmente tanto successo all’estero da venire poi rifatto da Cameron Crowe tramite Vanilla sky, prodotto nel 2001 dal protagonista Tom Cruise.

Stesso anno in cui, non a caso, dirige il suo primo film in lingua inglese; un nuovo horror destinato al successo, dove nessuna porta deve essere aperta prima che l’altra sia stata chiusa, e l’angoscia è assicurata.

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Nicole Kidman in una scena di The Others

S’intitola The others: ambientato sull’isola di Jersey subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, vede Nicole Kidman nei panni di una madre alle prese sia con i due figli sofferenti di xeroderma pigmentoso (malattia che non consente loro di esporsi alla luce del sole), sia con misteriose presenze che pare si aggirino all’interno della sua abitazione… ricordando non poco il classico Suspense firmato nel 1961 da Jack Clayton.

È proprio vero, il primo amore non si scorda mai… bentornato nelle tenebre, Alejandro!